addestramento cani

psicologiA CANINA

Enrico Rinaldi scrive: "Quando ero ragazzino ricordo che la parola “addestramento” aveva una connotazione negativa, come se questo tipo di pratica snaturasse l’animale, portandolo ad agire come un automa o che esasperasse la sua aggressività.

Questo, probabilmente, era dovuto al fatto che le uniche informazioni che si avevano in questo senso, riguardavano cani addestrati alla difesa o all’attacco che, nell’immaginario comune, venivano identificati come cani “pericolosi”.

o studio della psicologia canina per fortuna si è molto evoluto, ed è oggi alla portata di chiunque voglia avvicinarsi alla conoscenza del proprio amico a quattro zampe.
Anche nell’educazione, i metodi di condizionamento sono notevolmente cambiati; questo perchè le crescenti scoperte nello studio sui sistemi cerebrali dei cani hanno ampliato le possibilità di comunicare con loro.

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Il primo passo da affrontare per il proprietario è quello di riconoscere al cane una sua identità:”NON E’ UN BAMBINO”, ha un comportamento che manifesta la sua psiche, una miscela di istinti primordiali, condizionamenti quotidiani che acquisisce nella vita di tutti i giorni accanto a noi.

Un corso di educazione base deve necessariamente comprendere un’introduzione all’etologia, alla psicologia canina e nozioni sui vari sistemi di apprendimento e condizionamento del cane.
Ero in seconda media ed ogni mattina, andando a scuola a piedi, passavo davanti ad una grande casa dove viveva, libero in giardino, un cucciolone di pastore tedesco. Tex, diceva l’insegna in quello che rimaneva della sua cassetta.

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Esuberante e giocoso, si precipitava a salutarmi ogni qualvolta passavo davanti al cancello.
Era stupendo nella sua esplosiva vivacità, correndo all’impazzata su e giù per il giardino, dove aveva provveduto a rendere eterogeneo il terreno, con crateri nei quali sprofondava, quando sfogava i suoi momenti di euforia scavando e dissotterrando l’impianto di irrigazione.

Alcune volte l’avevo incontrato mentre portava a spasso il suo padrone trascinandolo.
Il padrone, sempre serio, quasi preoccupato di non riuscire a rincasare sano e salvo dalla passeggiata, cercava di fare sempre strade secondarie, dove non si potesse incontrare nessuno che incentivasse la carica di Tex.

Per circa un anno lo vidi crescere e rendere impraticabile il giardino; poi, dopo l’estate, quando ripassai davanti alla sua casa, vidi che il giardino era in perfette condizioni e un prato inglese invidiabile incorniciava delle aiuole di fiori colorati.
Ma di Tex nessuna traccia.
Lì per lì pensai che avesse cambiato casa, solo dopo un po’ di tempo venni a sapere che durante una passeggiata con il padrone, era riuscito a liberarsi dal guinzaglio e nella sua folle corsa all’inseguimento di un gatto, una macchina aveva interrotto la sua fuga.

Sarebbe stato possibile evitarlo? Sarebbe stato possibile contenere tutta quella euforia?
Questa è stata la molla che mi ha spinto ad avvicinarmi al mondo dell’addestramento e che mi ha portato ad approfondire le conoscenze allora misere, legate al passaparola e alle leggende metropolitane in uso tra i proprietari che si incontrano al parco.

Spero che l’amore per i cani porti i proprietari ad informarsi di più sui loro compagni a quattro zampe di qualunque razza essi siano, e che riescano a comprendere l’importanza di capirli ed educarli, per poter avere un rapporto di reciproca fiducia e rispetto."

Enrico Rinaldi è disponibile per chi desidera saperne di più di questo argomento e vi consiglierà per il meglio, sempre però nell’interesse del vostro cane, perché anche Enrico ha la stessa passione e la stessa dedizione per gli animali di tutti quelli che lavorano qui all’interno dell’Allevamento Conte di Sarmano.

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